DI TANNINO IN TANNINO – I Brdolesi d’Italia – Comunicato Stampa

Nel nome della qualità e dell’esclusività, lo scorso 24 Gennaio l’AIS Murgia ha riunito in un’unica degustazione il “gotha” dei vini italiani ispirati al taglio bordolese; in una riuscita “liaison”, cibo e vino si sono incontrati presso la Sala Ricevimenti “San Tommaso”, in Polignano a Mare (BA), progetto di ospitalità e cultura, oltre che inno alla bellezza nel suo armonioso abbraccio di pietra e legno.

In questo nuovo appuntamento dedicato alla scoperta delle varie declinazioni del tannino, il Delegato Vincenzo Carrasso ha condotto il folto pubblico di enoappassionati in un percorso di conoscenza e di innamoramento di questi vini materici, spesso e non a caso definiti “tattili”.

In questo pellegrinaggio fra le eccellenze vinicole italiane il Dr. Giuseppe Baldassarre, Consigliere Nazionale dell’AIS, ha tratteggiato l’anima dei questi vini, celebrandone la poesia, la bellezza e la gioia con un assaggio che ha travalicato le semplici note descrittive per evocare le malie bordolesi in terra italiana.

Il primo vino in degustazione è stato il “Montiano” Merlot Lazio IGT 2016 (14,5 %), vinificato in purezza dalle sapienti mani della Famiglia Cotarella in quel di Montecchio (TR). Alla vista risalta la fittezza di un rosso rubino scuro, compatto, dalla profonda trama vellutata. I profumi si aprono su sentori di ciliegia scura, amarena, ribes nero, viola mammola, bacche selvatiche, macchia mediterranea, con un sottofondo balsamico ed evoluto, impreziosito da ricordi di chiodi di garofano, cardamomo, foglie di tabacco e cioccolato fondente. Il palato è pieno di succo, solido, dalla grande freschezza scandita da un tannino ancora giovane ma ben integrato; nel finale prevale una delicata sapidità, con ritorni fruttati e di liquirizia.

 

 

Dal manto rubino con sfumature di granato, il “Campaner Riserva” Alto Adige – Sudtirol DOC 2016 (14 %) della Cantina di Caldaro-Lellerei Kaltern è un Cabernet Sauvignon che evoca profumi intensi di frutta matura, ribes rosso, prugna e delicate note floreali, a cui seguono cenni erbacei, nuvole di tabacco ed una leggera speziatura di pepe nero e bacche di ginepro. Sorso denso, setoso, ricco di frutta e modulato da un tannico che sprigiona una polifonia di voci: la setosità e la dolcezza si integrano alla perfezione con il vigore e la struttura della trama, presagendo una splendida capacità evolutiva. L’epilogo è giocato su di una fresca sapidità che esalta ancora di più la piacevolezza di beva.

 

 

Il “Vassallo” Lazio Rosso IGT 2016 (13 %) dell’azienda Colle Picchioni di Marino (RM), è un blend di Merlot (60 %), Cabernet Sauvignon (30 %) e Cabernet Franc (10 %) che risaltano in un luminoso rosso rubino, quasi impenetrabile, che tende al granato. Pentagramma olfattivo che esordisce con sentori di marasca in confettura e mora di rovo, per virare su note speziate di vaniglia, pepe nero e radice di liquirizia e finire con una scia fumé di tabacco da pipa, cenere e grafite. Il sorso è pieno, asciutto, pulito, in un’alternanza di potenza e morbidezza, scandita da un tannino ancora scalpitante e da una fresca mineralità che è frutto del territorio vulcanico. In coda emerge un ricordo di arancia sanguinella esaltato da una fresca scia mentolata.

 

 

L’assaggio successivo ha visto come protagonista il “Campo al Pero” Bolgheri Rosso DOC 2017 (14,5 %) dell’omonima azienda di Castagneto Carducci (LI), riuscito assemblaggio di Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot. Il colore rosso rubino si screzia e si sfrangia in bellissimi riflessi dal tono amaranto. Bouquet molto raffinato, che evoca viole appassite, mirtilli, more, crema di chassis, erbe aromatiche e balsamicità da macchia mediterranea, con una chiusura di spezie, liquirizia e piacevole tostatura. Bocca gradevolissima, con tannini fitti e scalpitanti, quasi da giovane puledro: una prolungata progressione gustativa che ritorna sui toni fruttati e si chiude su una fresca nota sapida.

 

 

Da terreni bolgheresi di Castagneto Carducci (LI) nasce il “Guidalberto” Rosso IGT 2017 (13,5 %) dell’azienda celeberrima Tenuta San Guido, blend di Cabernet Sauvignon (60 %) e Merlot (40 %). Colpisce per l’elegante trasparenza e luminosità del suo rosso rubino appena tinto di granato. Trionfano riconoscimenti olfattivi di violetta di campo, ribes, lampone e ciliegia, con tracce minerali, quasi pietrose, che sfiorano un’idea di salmastro, per finire con una tostatura e delle spezie (curcuma) che s’intrecciano con un delicato caramello. Al palato dona una bella freschezza, con un tannino ben levigato da un sapiente uso del legno ed in perfetta armonia con la parte alcolica; chiude con una bella scia sapida.

 

 

Dell’azienda Sportoletti di Spello (PG) abbiamo degustato il “Villa Fidelia” Rosso IGT 2015 (15 %), blend di Merlot (70 %), Cabernet Sauvignon (20 %) e Cabernet Franc (10 %). Veste cromatica caleidoscopica, che racchiude rosso rubino e granato, tendenti quasi al noir. Un’esplosione di visciole apre un ventaglio odoroso declinato su nuance di more in confettura, sciroppo di ribes nero, peperone rotie(grigliato), cioccolatino alla ciliegia, liquore al caffè, rabarbaro, liquirizia, tabacco, pepe, cuoio, resine di pino e cenere. Sorso generoso e di gran volume, giocato sull’equilibrata sintesi fra morbidezza e tannini dalla grintosa e sfrontata prepotenza: chi avrà la pazienza di aspettare godrà della radiosa longevità di questo nettare.

 

 

A Castelfidardo (AN), vede la luce il “Camerlano” Marche Rosso IGT 2013 (14 %) di Garofoli, riuscito matrimonio di Merlot (60 %), Montepulciano (20 %) e Cabernet Sauvignon (20 %). Granato intenso, nitido, di bella trasparenza, con un leggero orlo di evoluzione. Il quadro olfattivo è punteggiato di viole e rose rosse, prugne, tamarindo, mandole caramellate, noce moscata, cardamomo, carrube e datteri: un assieme poliedrico ed avvincente che chiude su note di tabacco, humus, quasi ferrose. In bocca è vellutato, carezzevole, con un dinamismo gustativo giocato sul contrasto fra una spiccata trama tannica ed una vitale e sapida freschezza. In coda emergono ricordi di agrumi macerati nell’alcol.

 

 

La degustazione è proseguita con il “Mito” Forlì Rosso IGT 2013 (14 %) della Fattoria Paradiso di Bertinoro (FC), blend di Cabernet Sauvignon (50 %), Cabernet Franc (15 %), Merlot (20 %), Syrah (15 %). Il vino si tinge di un granato intenso e vivo, dalla bella trama. Un corteo di profumi si sprigiona dal calice, con spiccate ed iniziali note terziarie, a cui seguono sentori di fiori appassiti, frutta sotto spirito, cannella, liquirizia e pepe verde, con piacevoli rimandi a resine e smalti. Al palato predomina un tannino che riecheggia come un potente boato e si espande come un’onda marina che si frange sulla sabbia; scie gustative finali molto pimpanti e colorate dallo spiccato tono sapido e speziato.

 

 

Dal timbro cromatico decisamente granato, molto fitto, luminoso e vivace l’“Hassan” Isola dei Nuraghi Rosso IGT 2013 (15 %) della Tenuta Asinara di Cargeghe (SS) è un melting pot di vitigni autoctoni ed internazionali, vale a dire Grenache, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot. Al naso colpisce per profumi di piccoli frutti rossi e di peperone arrostito, impreziositi da sfumature di cacao e di caffè e da sentori speziati di macis, chiodi di garofano e pepe nero. Il palato è inondato da una dirompente freschezza, con suadenti carezze gliceriche ed alcoliche che dialogano in perfetta sintonia con un tannino possente, vellutato e vitale; epilogo infinito declinato su spiccati toni balsamici.

 

 

Il sipario si è chiuso con la degustazione del “San Leonardo”, Vigneti delle Dolomiti IGT 2015 (13 %) della Tenuta San Leonardo” di Avio (TN), perfetta alchimia di Cabernet Sauvignon (60 %), Carménère (30 %) e Merlot (10 %). Ha una veste che sembra svelare il segreto dell’immortalità: sulle pareti del calice scintilla un rosso granato quasi brillante. Un olfatto di clamorosa profondità, ampio, potente, leggiadro; in una riuscita fusione di opposti, l’iniziale e predominante nuance di peperone si amalgama su sentori di ribes nero, mirtillo, prugna, liquirizia, polvere di caffè, rabarbaro e china per chiudere con un piacevole ritorno vegetale, in una sorta di omerica e circolare narrazione. Al palato regala un equilibrato alternarsi di freschezza e di sapidità in un tripudio di sensazioni seducenti e raffinate, esaltato da una nobile trama tannica, densa, capillare, aggraziata. Finale incessante, cangiante, persistente: energia pura che si prolungherà nel tempo in una rara longevità.

Il cibo ed il vino sono le medesime facce di una stessa “luna”, fatta di intrecci e texture sia tattili, sia gusto-olfattive e gli chef Antonio Martino e Leonardo Console della Sala Ricevimenti San Tommaso hanno miscelato ingredienti, cultura, preparazioni, sperimentazione e fantasia di osare, ideando degli indovinati abbinamenti ai vini.

L’architettura del “pairing” ha visto come primo piatto un “tournedos di vitellino, bardato al lardo di colonnata, con croccante di patate di Polignano a Mare, tortino alle carote e salsa ristretta di vini dal taglio bordolese”; per deliziare i palati dei presenti non poteva mancare un dolce finale, a cura del maître patissier Paolo Valente, che ha creato una “ganache agli agrumi con cuore di mandarino ed ananas e glassato lucido”.

Il vino mette in relazione le persone che, per suo tramite, s’incontrano, trasfigurano e si evolvono anch’esse: questa è la sua grandezza e la sua perenne attualità: siamo tutti uguali davanti al vino e le nostre anime gli si aprono con mistica semplicità.

Questo è stato solo il primo appuntamento dell’anno con l’AIS Murgia; di assaggi ce ne saranno davvero tanti e di gran classe, statene certi: perciò, bevete, ma bene e consapevolmente!

Giuseppe Bianco – Sommelier

Ufficio Stampa

AIS Murgia